Hindustan Marathon, New Delhli: Run for health, run for happiness.

17 marzo, voliamo a Seoul, Sud Corea, parallelo 38. +8 di fuso. Corriamo il 20 marzo la Maratona, siamo soddisfatti ma qualcosa ancora ci manca.

Decidiamo dunque di partire la stessa sera per Tokio. Il volo che dalla capitale coreana ci portera’ in Giappone dura solo poche ore, giusto il tempo di chiudere gli occhi e riaprirli. Un giro piu’ che veloce solo per renderci conto di come corre la vita in Giappone e il 22 marzo, con un volo di ben 12h, si torna in Italia.

E’ sera a Roma quando arriviamo.

Una breve tappa, giusto per sistemare alcune faccende lavorative, chi nella Capitale chi a Milano, e di nuovo in aeroporto questa volta direzione India, Nuova Delhi, parallelo 28 con quasi +5 di fuso. Siamo al 25 marzo. In 10 giorni toccate ben 3 nazioni ed appreso cose che solo attraverso una passione cosi’ forte, quale e’ la corsa, potevamo apprendere.

Arrivare in India dall’Italia e’ semplice ed anche abbastanza economico, molte compagnie effettuano volo diretto o con scalo a Dubai o Monaco. Abbiamo volato con Air India che con sole 7 ore ci ha portato a Delhi. Si parte la sera da Roma e si arriva nella capitale indiana la mattina intorno alle 7.

Abbiamo avuto la fortuna di viaggiare in molti luoghi del pianeta, ma devo dire che ciò che abbiamo visto in India è assolutamente unico.

Penso che, oltre a Gerusalemme, in Israele, questa sia stata una delle esperienze di viaggio più belle della mia vita.
Consiglio, a chi non vi è ancora stato, di organizzarsi al più presto perché sarà una esperienza incredibile fatta di colori, odori, monumenti spettacolari, gente dolcissima e purtroppo anche di casi umani scioccanti.

Usciti dall’aeroporto il primo impatto avuto è stato quello di ritrovarci in un traffico caotico e disordinato all’inverosimile.
Guidare a Nuova Delhi sia un mestiere specializzato che richiede conoscenze, abilita’ manuale, tempi di reazione rapidi e una prospettiva filosofica unica.

Non considerano infatti i sensi di marcia, non esistono frecce, strisce pedonali, si fanno inversioni a volonta’, il clacson viene pigiato quasi per divertimento piu’ che per avvisare di un possibile pericolo, insomma tutto cio’ che da noi non e’ consentito li invece lo e’.

Stanchi dal viaggio, decidiamo di riposare qualche ora per poi recarci a ritirare il pettorale di gara ed iniziare a conoscere quella che sara’ per i prossimi 2 giorni la “nostra” nuova citta’.

Una sola tenda, allestita tra le macerie di un palazzo e non distante dall’ingresso della stazione, e’ il nostro “expo”.
Son 6 o forse 7 i ragazzi addetti alla distribuzione dei pacchi gara.
Pacchi comprendenti chip, pettorale ed una magliettina molto semplice raffigurante il logo della maratona.

Siamo certi di esser stati molto fortunati ad aver trovato, mentre ci recavamo alla Residenza Presidenziale ufficiale (Rashtrapani Bhawan), un uomo speciale, Amit il suo nome, che ci ha fatto sentire come a casa e ci ha catapultato nell’India più vera attraverso il suo Tuk Tuk (sono le famose “Apette” della piaggio trasformate in dei piccoli taxi).
Grazie a Lui i nostri occhi hanno avuto l’onore di ammirare cose che, nel poco tempo a disposizione, non avremmo mai potuto ammirare.

Proprio dalla zona del Rajpath, il tradizionale viale cerimoniale di Nuova Delhi fiancheggiato da alberi e laghetti, e’ iniziata la nostra amicizia.

Con lui, ma soprattutto grazie a lui e al suo inseparabile Tuk Tuk, abbiamo ammirato in due giorni: l’India Gate, il museo Sansad Bhawan, la Residenza Presidenziale citata prima, i templi Bangla Sahib e Birla Temple, il Lodi Garden uno dei piu’ antichi giardini indiani datato 1936, il Forte Rosso con la Porta di Lahore che si affaccia verso Lahore in Pakistan e il Bazaar. Quest’ultimo si e’ presentato come la “perla nera” del viaggio in quanto abbiamo potuto toccare con mano il grado di profonda miseria e poverta’ che si vive qui in India. Sono cose profonde, da vivere piu’ che da descrivere, le terremo con noi, per sempre.

Arriviamo all’analisi tecnica della gara.

Una gara trovata cosi’, per caso, attraverso uno dei miei canali di maratone ed ultra-maratone americani.

Non sappiamo a quale edizione possa esser arrivata la Hindustan Marathon, ma sappiamo che le competizioni organizzate erano veramente tante e che in maratona siamo arrivati in 51. Tassa di iscrizione pari a 14euro ed il tutto tramite il loro sito di facile comprensione. Vi erano in ordine la 3km, la 5km, la 10.55km, la 21km e la Maratona. Partenza fissata alle 5 del mattino per la Mezza e per noi maratoneti. Era ancora notte quando uno speaker accompagnato da ottima musica di sottofondo ha dato il via alla gara aprendo cosi’ le danze alla manifestazione. La temperatura, a nostro avviso e’ stata perfetta per correre, ci ha permesso di non soffrire il caldo. Caldo che pero’ e’ arrivato puntuale dopo circa 3 ore di gara, quando ormai mancava veramente poco alla fine.

Abbiamo percorso per 4 volte in andata e ritorno (tot.8) una strada per lo piu’ pianeggiante e limitata al traffico con lunghezza di 5km e 27metri perfettamente segnalata ogni 500 metri dove ad ogni chilometro esatto vi erano dei ragazzi pronti a distribuire bottigliette di acqua e alcuni sali.

Per evitare che qualcuno tagliasse vi erano due postazioni di passaggio chip. Essendo stati gli unici due europei a correre la gara, in tanti, soprattutto bambini, ci hanno chiesto di fare foto con loro ed i loro genitori. Siamo tornati in Hotel stanchi, felici della gara, ma soprattutto di quello che fino a quel momento questo Paese ci stava offrendo.

A presto India, ci rivedremo…

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